Il settore dello Student Housing ha certamente negli ultimi anni occupato un posto di rilievo tra gli interessi degli investitori, anche grazie alla continua crescita del numero di studenti, che rappresenta ormai un fenomeno mondiale.

In Italia, il numero di universitari sfiora i 1,7 milioni; di questi, oltre 100.000 sono stranieri immatricolati in università italiane, mentre 516.000 sono rappresentati da italiani fuori sede e studenti Erasmus. 
L’Italia si conferma infatti come una delle destinazioni europee più popolari per gli studenti Erasmus ed è seconda solo al Regno Unito tra le destinazioni preferite dai giovani americani che scelgono di svolgere un periodo di studio all’estero.



Nonostante il Bel Paese rappresenti una meta tanto ambita per gli studenti internazionali, i posti letto attualmente a disposizione sono solo 65.000, offerti per il 26% da privati e per il 74% da università e organizzazioni regionali. L’attuale offerta di strutture ricettive per studenti copre quindi solo il 3,3% della richiesta.


Milano, che negli ultimi anni ha visto la realizzazione dei più importanti progetti di rigenerazione urbana del panorama italiano e che si prefigura città di spicco anche per i prossimi anni (Milano-Cortina 2026), è la città preferita da investitori, operatori e sviluppatori anche nel settore dello Student Housing.

Protagonista di alcune operazioni effettuate da Hines, Collegiate e InDomus, Milano ha ospitato nel 2018 anche il Milano Urban Campus e la The Class Conference 2018, eventi internazionali promossi da The Class 2020 per favorire lo studio di nuovi modello di sviluppo per città universitarie.



Eppure, l’Italia ospita alcune delle migliori università del mondo in città cosiddette “secondary”, come Bologna (già dalla fine del XI secolo sede della più antica università dell’Occidente), Pisa, Parma, Firenze, Torino. Tra le migliori 20 università italiane, infatti, solo 4 (Politecnico, Bocconi, Bicocca e San Raffaele) si trovano a Milano.




Anche per quanto riguarda i corsi di studio in lingua inglese (il cui numero è ancora basso, ma sta registrando una forte crescita), oltre a Milano e Roma essi sono presenti anche a Bologna, Padova, Siena e Verona, che offrono un ventaglio di proposte altrettanto ricco. Prendendo in considerazione l’AACUP (American Colleges and University Programs) e le sue associate italiane, nel nostro Paese i programmi di studio all’estero promossi delle università americane sono offerti in 65 location diverse: se è vero che la maggior parte dei programmi sono ospitati a Roma e Firenze, è pure vero tuttavia che nell’elenco compaiono anche città come Ferrara, Perugia e Trento.

La crescita del numero di studenti universitari nel Paese, nazionali ed internazionali, e soprattutto la mancanza di prodotto adeguato per accoglierli hanno storicamente favorito la ricerca da parte degli studenti italiani fuori sede o degli studenti internazionali di alloggi affittati da privati o attraverso piattaforme di ricerca consigliate dalle Università.

Se si guarda con attenzione il caso di Firenze e degli studenti americani, solo il 17% delle strutture universitarie americane (8 su 48) offre agli studenti la possibilità di alloggiare in un campus. L’83% restante vive invece in appartamenti condivisi o in famiglie italiane secondo la formula “homestay”. Anche le altre città universitarie soffrono la mancanza di maggiori strutture ricettive per studenti: basti pensare che Roma, Milano e Torino ospitano circa un terzo degli studenti internazionali che hanno scelto l’Italia per studiare e offrono solo 13.800 posti letto. Seppure i progetti in pipeline prevedano ulteriori 4.500 posti letto, circa 30.000 universitari rimangono senza un alloggio.

Dal punto di vista immobiliare, alcune caratteristiche chiave possono rendere appetibili per gli Investitori le città italiane cosiddette secondarie per lo sviluppo di studentati:

  • un numero elevato di studenti, in particolare studenti internazionali;
  • un’elevata percentuale di studenti internazionali dalla capacità di spesa elevata e alla ricerca di elevati standard di accoglienza e servizi;
  • l’offerta di università riconosciute come valide e ben classificate nel ranking internazionale;
  • la disponibilità di programmi di insegnamento in lingua inglese che favoriscano l’internazionalizzazione;
  • la presenza di processi di accoglienza student-friendly;
  • i costi di acquisizione e sviluppo più contenuti e la presenza di opportunità Value-Add.

La mancanza di offerta di prodotto di qualità, che offra standard elevati e servizi a supporto della popolazione studentesca sempre più legata al concetto di community, rappresenta chiaramente il fattore determinante e imprescindibile alla base di ogni potenziale iniziativa.

L’Italia in questo senso rappresenta un’interessante opportunità nel panorama Europeo, contrapponendo all’attuale scarsa copertura di offerta buone prospettive di sviluppo, non soltanto nelle città oggi al centro del mercato immobiliare nazionale (Milano in primis), ma anche in città secondary che offrono ottimi fondamentali.


What's Next?

 

Dallo Student Housing a co-housing e co-living….

I concetti di “sharing economy” e di “community” stanno modificando l’approccio nei confronti del mercato residenziale, che in Italia è sempre stato strettamente connesso alla “proprietà” degli immobili. La necessità per studenti, giovani professionisti o residenti temporanei in genere di rispondere a un bisogno abitativo di breve-medio periodo sta infatti alimentando lo sviluppo di nuove forme di residenzialità, legate a forme di affitto temporaneo e strettamente caratterizzate dalla condivisione di spazi ed servizi (student housing, co-living, co-housing…).

 ….fino al co-working….

Nuove forme ibride di residenzialità offrono soluzioni flessibili e dagli standard qualitativamente elevati, mettendo in comunicazione il mondo studentesco con quello professionale in spazi dedicati al co-working e al co-learning, supportati dalla presenza di servizi e dalla presenza di una community dove lo scambio di idee è continuo.

 ….e alla rigenerazione urbana

Le nuove strutture ibride che favoriscono l’incontro tra giovani talenti, studenti e professionisti, e offrono loro spazi di confronto, possono rappresentare il cuore di progetti di rigenerazione urbana più ampia, che riportino in vita intere aree cittadine e promuovano la creazione di veri e propri Campus diffusi.

 

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Global Student Housing:
Increasingly Global
Opportunities

Un'analisi sullo Student Housing a
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Italy Student Housing: Increasingly Global  Opportunities

Uno studio sullo Student Housing nel nostro Paese.

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