Il successo di un progetto è sempre più spesso e direttamente collegato all’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione dello stesso: per gli amici, “la governance di Progetto”.

La discussione sul come condurre un progetto al “successo” è stata largamente sviscerata, la bibliografia al riguardo ha ben coperto ogni area di applicazione e ogni libera interpretazione che abbia mai osato mettere in discussione l’efficacia di una coerente e pedissequa applicazione di principi, regole e procedure di governance, appunto, grazie alle quali si costruisce un progetto vincente.

 

Dal tradizionale “triangolo d’oro” dato dal rispetto di tempi, costi e qualità, alla definizione della RACI come matrice di responsabilità, passando per tutti i tool del bravo project manager, l’amministrazione di un progetto diventa una scienza esatta, un percorso già tracciato che tende a ridurre a zero le variabili soggettive legate ai suoi interpreti.

 

Ogni progetto ha però le sue caratteristiche di unicità e imprevedibilità, date dal contesto in cui si opera, dalla complessità delle attività e soprattutto dai rapporti con la molteplicità di stakeholder che gravitano intorno al processo e che il PM, nel suo ruolo di “facilitatore”, si trova ad affrontare.

 

Diventa quindi essenziale e imprescindibile introdurre aspetti ulteriori rispetto a quelli tradizionali nell’amministrazione vincente di un progetto, come la gestione delle relazioni, le capacità comunicative, la condivisione degli interessi individuali.

 

R. Muller (Project Governance, 2009) definisce la governance di progetto come “il sistema di valori, responsabilità, processi e politiche che permette ai progetti di realizzare i propri obiettivi e garantisce che vengano portati avanti tenendo conto degli interessi di tutti gli stakeholder nonché dell’organizzazione”.

 

Mi piace molto questa definizione, che cerco di fare mia e applicare in tutti i progetti lavorativi e personali: definire una governance che mette in relazione diretta il raggiungimento di obiettivi “comuni” del progetto attraverso il raggiungimento degli obiettivi “Individuali” di ciascun portatore di interesse racchiude in sé, a mio parere, l’essenza del tanto ambito “successo del progetto”.

 

In conclusione, al di là di pareri e definizioni, si potrebbe dire che la governance di un progetto è molto di più di un semplice insieme di regole e procedure da applicare: è il mezzo principale per creare valore in maniera sostenibile per tutti gli stakeholder coinvolti e affrontare il cambiamento nella società moderna.