Qual è la percentuale media di tempo che un essere umano trascorre nella sua vita in uno spazio indoor? La risposta è: 90%. Se avete 50 anni significa che ne avete trascorsi ben 45 fra le mura di un edificio. Siamo quindi una generazione indoor!

Secondo alcuni studi, il nostro benessere è influenzato per il 50% dall’ambiente fisico (fonte OMS). E le nostre performance cognitive posso aumentare fino al 63% per chi lavora in uno spazio realizzato con caratteristiche healthy office. Gli spazi indoor sono quindi dei contenitori che influenzano il benessere e la produttività delle persone. Ma come si realizza un healthy office?

Ci sono tre fattori chiave: il design, la gestione delle operation e i comportamenti delle persone. Vediamo nel dettaglio il primo fattore: il progetto. Ho identificato 7 regole per realizzare un healthy office.


1. Varietà degli spazi


Una ricerca della Harvard Business School ha dimostrato che un fattore chiave per rendere produttive le persone in un open plan è proprio la capacità di offrire una varietà di spazi di lavoro che viene incontro alle esigenze degli individui. Varietà che riguarda sia il look, quindi le scelte di design, ma anche e soprattutto la diversità dei worksetting, di spazi adeguati alle specifiche attività lavorative, come gli spazi di lavoro individuale, gli spazi collaborativi e amenities di ogni tipo. 
Perché questo? Per soddisfare uno dei nostri bisogni principali: il bisogno di varietà Questo aspetto è stato anche chiamato Hotelification del Workplace. Che cosa significa? Pensiamo a quando soggiorniamo in un hotel in vacanza, non siamo fortemente attratti dalla varietà degli spazi, dalle cosiddette amenities? Il bar, il ristorante, la SPA, le aree gioco, la lounge. L’ufficio, come un hotel che viene disegnato per costruire una guest experience, diventa uno strumento per creare l’employee experience attraverso la varietà degli spazi.

2. Qualità dell'aria


Secondo alcuni calcoli ogni anno facciamo 2 milioni di respiri in ufficio.  È stato scoperto che la qualità dell’aria è correlata non solo alla salute ma anche alle prestazioni cognitive. Una qualità dell’aria adeguata può incrementare la produttività del 6,5%. Cosa significa qualità dell’aria adeguata? 
Significa che i livelli di inquinanti interni, che possono essere fino a cinque volte superiori ai livelli di inquinanti esterni, devono essere al di sotto di certi limiti. Per fare ciò si possono installare materiali a basso contenuto di composti organici volatili (i cosiddetti VOC come la formaldeide e il benzene) contenuti in rivestimenti e vernici e soprattutto filtri con un grado di efficienza MERV (Minimum Efficiency Reporting Values) superiore a 13. Per intenderci quelli utilizzati negli ospedali. Negli uffici il grado di efficienza è normalmente 8, che abbatte il 50% del PM 2.5, mentre il MERV 13 ne abbatte il 90%. 
Non solo la qualità: anche la quantità d’aria è fondamentale. In uno straordinario esperimento del 2015 di John Allen della Harvard Business School è stato dimostrato che raddoppiando la quantità d’aria di un ambiente dallo standard minimo americano di ca. 35 a 70 mc/h/persona, la performance cognitiva aumenta considerevolmente. I nostri impianti sono progettati e realizzati per rispettare uno standard minimo di 40 mc/h/ora seconda una norma UNI del 1995.  Questo studio raccomanda di raggiungere i 50 mc/h. Quindi più aria significa più prestazioni, più aria significa anche più risultati.

3. Comfort acustico


Il rumore è una delle principali cause di insoddisfazione dello staff. Infatti, il rumore può portare a una diminuzione della produttività a causa delle continue distrazioni. Gli studi dimostrano che la performance massima nell’esecuzione di un’attività si ottiene quando si raggiunge lo stato di flusso, il cosiddetto flow. La conditio sine qua non per raggiungerlo è il silenzio. Il comfort acustico può essere ottenuto attraverso un’alternanza tra spazi aperti e chiusi e attraverso una strategia di attenuazione denominata ABC.

  • A sta per "assorbire", utilizzando materiali che riducono il riverbero del suono: moquette, pannelli fra le postazioni in tessuto assorbente, controsoffitto microforato e dotato di materassino fonoassorbente. E pannelli fonoassorbenti a parete.
  • B sta per "blocco": creare barriere acustiche che impediscano l'effetto "pollaio". Evitare gli open space intensivi.
  • C sta per "copertura", implementazione di sistemi di mascheramento del suono che forniscono rumore bianco o rosa.

 

4. Comfort termico


Una delle principali cause di assenza dal lavoro è il discomfort termico. In un recente studio presso il Lawrence Berkeley National Laboratory, i ricercatori hanno riscontrato una riduzione delle performance fino al 10% quando la temperatura è scesa al di fuori dell'intervallo ottimale di 21-24 gradi.
Quali sono quindi le strategie per un comfort termico idoneo? L’INAIL, all’interno del sito web, dedicato alla salute negli spazi di lavoro, raccomanda di migliorare l’efficienza energetica attraverso tecnologie bioclimatiche utilizzando strategie progettuali passive, quelle che attraverso l'uso di impianti meccanici ottimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente. Quindi abbiamo conoscenze e mezzi per raggiungere il comfort termico ma lo applichiamo in pochi casi. Perché questo? Per due semplici ragioni: costi e tempi. Tendiamo a ridurre al minimo i costi di costruzione, di allestimento e soprattutto quelli progettuali e pretendiamo di avere il massimo in tempi non ragionevoli.

        5. Luce        


È stato dimostrato che l'accesso alla luce naturale e la vista della natura riducono i livelli di cortisolo e fanno aumentare la produttività del 10%. Quindi scegliete e realizzate uffici che privilegino la luce naturale, che vadano oltre i limiti dei regolamenti d’igiene, per intenderci i rapporti aero illuminanti. E soprattutto utilizzate gli spazi esterni non solo come luogo di relax ma anche come luogo di lavoro: terrazzi, giardini, cortili sono fondamentali. Ma sappiamo che la luce naturale non è sufficiente e un healthy office deve essere dotato di illuminazione circadiana, quella che segue i ritmi del nostro orologio biologico: luce calda al mattino, più intensa e fredda nel primo pomeriggio e più tenue verso sera.

        6. Verde        


Conosciamo tutti i benefici delle piante. Sono un potente antiossidante, antistress e purificatore d'aria. Aiutano a controllare l’umidità. E allora perché non installarle negli spazi di lavoro? I sistemi di cultura idroponica consentono di far crescere e mantenere piante da interni in qualsiasi tipo di spazio. Le pareti verdi sono degli accorgimenti eccezionali per arredare uno spazio. 

7. Active Design Strategy


Fare movimento è la chiave per rimanere in salute. Occorre implementare strategie di design che promuovano l'attività fisica, ad esempio le postazioni di lavoro non assegnate, un layout che favorisca lo spostamento delle persone da un punto all’altro dell’ufficio per raggiungere stanze e spazi dedicati a una specifica attività, l’utilizzo di scale interne e soprattutto scrivanie regolabili in altezza.



Oggi abbiamo strumenti e tecnologia per realizzare spazi che migliorino il benessere e le performance delle persone.  E tutto questo è anche certificabile attraverso il Well Certificate, la certificazione dell’IWBI che certifica il livello di benessere di uno spazio di lavoro. Secondo questo nostro studio del 2018, un healthy office può incrementare la produttività delle persone fino al 63% e la creatività addirittura del 134%. Quando si implementa una strategia healthy in azienda le persone raggiungono un grado di efficienza ed efficacia impensabile.

Winston Churchill diceva che gli edifici plasmano gli esseri umani. Io aggiungo che, allora, dobbiamo realizzarli per farci diventare esseri migliori.

 


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