A livello di investimenti, l’attività legata al mercato delle esposizioni deteriorate in Italia ha evidenziato un rallentamento molto simile a quanto registrato dal settore CRE. Nel primo semestre 2020 le transazioni di NPE (sia secured che unsecured) hanno interessato circa €8.15bn GBV, in calo del 22% rispetto ai €10.5bn del H1 2019 (con il mercato CRE che ha segnato una contrazione del 24% sullo stesso periodo dell’anno precedente). 



L’interesse per il mercato delle esposizioni deteriorate rimane comunque importante e, già dalle ultime settimane del semestre, si è registrata un’importante accelerazione delle attività di trading, anche sul segmento dei crediti secured (tipologia che ha cubato poco più del 25% del volume transato nei primi sei mesi dell’anno). 

Le analisi di mercato hanno però evidenziato alcuni segnali rilevanti a conferma di diversi trend, che hanno comunque trovato conferme nonostante gli impatti del lockdown sull’attività di investimento.

  • Il volume totale di crediti deteriorati passati di mano durante il 2019 è stato caratterizzato da una quota del 20% relativa a transazioni eseguite sul mercato secondario. Analizzando i numeri del primo semestre 2020, l’incidenza percentuale legata al secondary trading è salita al 30%.
  • Nonostante il calo delle operazioni registrate per i crediti garantiti, l’ammontare delle transazioni che hanno avuto per oggetto posizioni classificate come UTP ha comunque superato €1.25bn GBV (arrivando quasi al doppio del totale registrato per portafogli composti da soli Secured NPLs).
  • Metà del volume transato ha riguardato operazioni di cartolarizzazione assistite da GA.C.S. (BPER e Banca Popolare Valconca) o deal effettuati da AmCo (con Banca Popolare di Bari e CreVal come controparti).
Il totale di investimenti registrati nel primo semestre 2020 si trova quindi ad essere paragonabile agli €8.5bn segnati nello stesso periodo del 2016, mentre - negli ultimi 3 anni - i primi due trimestri hanno sempre totalizzato volumi almeno in doppia cifra. Va però segnalato che oltre €6.5bn sono stati chiusi durante il Q2 2020, anticipando la ripartenza generale del mercato, evidenziata dalla seconda metà di giugno in poi.



Outlook sul Secondo Semestre 2020

 

Analizzando la pipeline e i deal in fase di strutturazione, è possibile aspettarsi che il 2020 riesca comunque almeno ad avvicinarsi alla media registrata durante l’attuale ciclo, tra il 2014 e il 2019, di poco sopra ai €38bn GBV; tra operazioni concretizzate nelle settimane successive alla chiusura del semestre e considerando la pipeline annunciata, c’è attualmente visibilità su operazioni che potrebbero concretizzarsi in almeno €15bn di transazioni, portando quindi il forecast annuale potenzialmente oltre i €25bn, nonostante la contrazione registrata nei primi 6 mesi. Considerando poi il possibile scorporo di un portafoglio di €8bn da Monte di Paschi di Siena verso AmCo, il totale potrebbe quindi superare i €30bn GBV. 


Molti tra i principali operatori del mercato si aspettano poi, tra il Q4 2020 e il primo semestre 2021, un afflusso significativo di nuove sofferenze nei bilanci bancari, causate dalle ripercussioni che il lockdown potrà avere sull’economia reale a medio termine. 

Le previsioni relative a un improvviso incremento dello stock di crediti deteriorati all’interno del settore bancario (che da anni registra una costante riduzione) si basano anche sulla correlazione tra le fasi di peggioramento del PIL e l’incremento dei tassi di deterioramento dei prestiti, come evidenziato anche da analisi eseguite sulle serie storiche fornite da Banca d’Italia, con riferimento alle congiunture 2007-2009 e 2011-2013. Considerando le stime fortemente ribassiste sul Prodotto Interno Lordo per l’anno 2020 è possibile quindi aspettarsi un movimento speculare dei migration rate, con un maggior numero di posizioni In Bonis che potranno rischiare di essere riclassificate come Non-Performing, complice anche la fine dei periodi di moratoria garantiti dal Governo per sostenere l’economia durante l’emergenza Covid19.

 

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