Dopo un 2018 da record, con un volume che ha superato i €100bn GBV di transazioni, il mercato italiano legato ai crediti deteriorati si sta ora caratterizzando come un settore maturo e in fase di consolidamento. Con i circa €10.5bn transati nel primo semestre del 2019, l’attività si conferma importante e in linea con i dati del primo semestre 2017, volendo appunto escludere i numeri non fisiologici segnati nel corso del 2018, che tra gennaio e giugno ha visto operazioni monstre strutturate in situazioni speciali come quelle di Banca Monte dei Paschi (€25bn) e delle banche venete (€18bn).



I primi sei mesi del 2019 hanno confermato i trend di maturamento attesi dal mercato dopo l’anno record precedente. Al consolidato interesse per gli NPLs si è ormai affiancata una costante e crescente domanda per esposizioni UTP e semi-deteriorate, leasing inclusi.

I segnali di una sempre più concreta maturazione e di un maggiore consolidamento trovano conferma in diversi fattori:

  • nonostante il calo in termini assoluti di NPEs in pancia al sistema bancario italiano (passati da oltre €340bn nel 2015 agli attuali €180bn), il flow di operazioni è rimasto costante e attivo sul comparto primario, complice anche la continua pressione su titoli e indici patrimoniali delle banche;
  • il mercato dimostra un’importante diversificazione sia in termini di domanda che di offerta, abbracciando ormai tendenzialmente tutti i tipi di esposizione (secured, unsecured, sigle-name, UTP, NPLs o leasing) e applicando un ventaglio sempre più ampio a livello di strutturazione dei deal (cessioni pro-soluto, joint-venture, cartolarizzazioni assistite da GA.C.S. o operazioni miste);
  • l’appeal rimane alto e in grado di attrarre ancora nuovi investitori, anche nonostante alcuni importanti posizionamenti raggiunti dai maggiori player - soprattutto internazionali - attivi ormai da anni in Italia.

Va sottolineato anche che, grazie a una maggiore trasparenza dei dati disponibili sulla segmentazione dei deal, è emersa per la prima volta la preponderanza dei crediti garantiti come oggetto delle transazioni registrate nel primo semestre: ca. €5.4bn hanno infatti riguardato esposizioni classificate come secured, contro €4.7bn di crediti unsecured, mentre per €400m non è stato possibile determinare la tipologia.

Outlook sul Secondo Semestre 2019

 

Analizzando la pipeline annunciata e i deal in fase di strutturazione, è possibile aspettarsi che il 2019 riesca a raggiungere un volume di transazioni comunque superiore alla media triennale registrata tra il 2015 e il 2017 (ca. €30bn).

Gran parte del focus verrà dedicato alle esposizioni Unlikely-to-Pay, con operazioni importanti anche in termini di size e complessità. Molti investitori tenderanno a consolidare il proprio posizionamento, cercando di incrementare le relative market-share anche in specifici segmenti. Un importante impulso verrà probabilmente dato dalla crescita del mercato secondario, seguendo differenti canali; data la difficoltà ancora elevata nel tracciare le transazioni operate in questo contesto, CBRE ha analizzato un panel di oltre 250 borrower e 700 linee di credito appartenenti a portafogli usciti sul mercato tra il 2015 e il 2019: circa un quinto delle esposizioni è risultato essere legato a finanziamenti sindacati tra più banche e la percentuale è salita al 25% nel sub-sample composto al 95% da crediti In bonis e UTP. Considerando che spesso le strategie di workout necessitano del controllo sulla maggioranza del pool, è possibile aspettarsi che almeno parte di quelle esposizioni (cedute da banche diverse a soggetti differenti) sia destinata a passare di mano sul mercato secondario.

 

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