La parola chiave del 2018 sarà innovazione. O meglio, lo sarà una sua declinazione di particolare attualità e cioè la digitalizzazione: un fenomeno che ha già influenzato il mercato immobiliare nel 2017 e continuerà a farlo nei prossimi cinque anni. E l’Italia, paradossalmente, si trova in una posizione ideale per cavalcare questo trend: lo svantaggio competitivo accumulato nel passato oggi può rivelarsi un vantaggio in termini di maggiori margini di crescita rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna, dove a livello di investimenti è già stato fatto molto. Anche per questo, assistiamo ad un crescente interesse degli investitori stranieri per il nostro mercato.


"L’ITALIA È CONSIDERATO UN PAESE CHIAVE NELLO SCACCHIERE EUROPEO E CON GRANDI POTENZIALITÀ DI CRESCITA: MOSTRA INFATTI ALTI LIVELLI DI CONSUMI E DI REDDITO DISPONIBILE A FRONTE DI UN BASSO TASSO DI PENETRAZIONE DELL’E-COMMERCE."

La digitalizzazione esplicherà i propri effetti su tre settori cruciali dell’immobiliare. Innanzitutto sulla logistica, un segmento in forte crescita che vedrà un consolidamento del trend nei prossimi anni. C’è molto da fare su questo fronte e le sfide sono parecchie ma l’Italia è considerato un Paese chiave nello scacchiere europeo e con grandi potenzialità visto che, rispetto alla media del Vecchio Continente, mostra alti livelli di consumi e di reddito disponibile e un basso tasso di penetrazione dell’e-commerce, quindi un enorme potenziale di crescita! 

In secondo luogo c’è il tema dei centri commerciali, che con l’avvento delle vendite online dovranno forzatamente ripensare il proprio modello per dare ai consumatori buoni motivi per effettuare gli acquisti “in loco” e non comodamente seduti nel proprio salotto con il proprio tablet o smartphone. Le difficoltà saranno sicuramente maggiori per i Centri “secondari” ma, in ogni caso, per l’intero settore emerge con forza un tema: la modifica del layout per aumentare i modelli di intrattenimento e differenziarsi dalle vendite online, che ad oggi restano sotto il 10% ma aumenteranno sicuramente il proprio peso nel corso degli anni. 

La terza e ultima area “contagiata” dalla digitalizzazione sarà quella degli uffici, dove ci sarà una spinta sempre maggiore verso nuovi modi di lavorare, facendo leva sullo smart working e sulle nuove tecnologie. Anche in questo caso la strada è segnata e vedremo una crescente attività: le aziende internazionali cercano di rendere i luoghi di lavoro più confortevoli e di utilizzare in modo più efficiente gli spazi.

In questo scenario CBRE cerca sempre di essere in prima linea. Oggi in Italia abbiamo un team di quasi 1000 persone al servizio del cliente, sia lato proprietario che conduttore, su tutto il territorio nazionale e per tutte le sue esigenze. Siamo di gran lunga la prima azienda del settore e grazie al nostro profilo internazionale e ad un’offerta di servizi a 360 gradi riusciamo ad avere un dialogo privilegiato ed efficace sia con i player locali che con quelli stranieri che vogliono investire nel nostro Paese. Del resto, l’Italia è sempre più vista come un target interessante: per l’immobiliare il 2017 è stato un anno record con il volume totale delle transazioni che ha toccato quota 11,4 miliardi, una crescita del 20% rispetto all’anno scorso e, soprattutto, sopra i livelli pre-crisi del 2007. Rispetto a un decennio fa, tuttavia, l’equity utilizzata nelle transazioni è molto più consistente e ha raggiunto il 50% contro il 20% del passato. Segno che il sistema è più solido e anche per questo, per il 2018, ci aspettiamo un altro anno in linea con il 2017.


"IL 2017 È STATO UN ANNO RECORD PER IL MATTONE: SIAMO RITORNATI SOPRA I LIVELLI PRE-CRISI DEL 2007 MA RISPETTO AD ALLORA IL SISTEMA È PIÙ SOLIDO PERCHÉ L’EQUITY USATA NELLE TRANSAZIONI È SALITA DAL 20% AL 50%"

 

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